Integratori e nutraceutici: quale utilità?

 

Negli ultimi anni su Tv, giornali e sull’immensa piazza virtuale di Internet molto si è detto e scritto di alimentazione e integratori, e di recente si è affermato il termine Nutraceutica.

Questo Neologismo fu coniato da Stephen de Felice nel 1989 per racchiudere in un’unica espressione la parola Nutrizione e Farmaceutica al fine di sottolineare lo stretto rapporto fra buona nutrizione e salute. [1]

Tuttavia la relazione fra nutrizione e salute è sempre stata presente nella storia umana, già Ippocrate, nel IV° a.c., scriveva: “Fa che il cibo sia la tua medicina e la tua medicina sia il cibo.”

Poco più di 100 anni fa la vita media in Italia era ben inferiore ai 50 anni e l’esistenza era spesso costellata di sacrifici e stenti con una diffusa malnutrizione in gran parte della popolazione.

Proprio l’esistenza di malattie gravi e letali causate dalla carenza di specifici fattori nutrizionali spinse la loro ricerca e portò alla nascita della Vitaminologia.

Nel 1926 il biochimico polacco Kazimierz Funk grazie anche alle osservazioni e alla collaborazione di molti altri studiosi isolò e cristallizzò la Tiamina o Vitamina B1, la cui carenza è responsabile nell’uomo della gravissima patologia nota come beri-beri.

Funk coniò anche il termine Vitamina ovvero “ammina della vita”. Da allora molte altre vitamine sono state scoperte, sia idrosolubili che liposolubili, e sebbene non tutte abbiano un gruppo amminico, la definizione Vitamina (ammina della vita) è divenuta sinonimo di sostanza necessaria al metabolismo che l’organismo non è in grado di sintetizzare, ovvero: costruire.

Molte altre sostanze essenziali o similvitaminiche sono state scoperte ed identificate. Le scienze Biologiche hanno compiuto passi enormi e molti elementi della vita cellulare sono stati compresi: il codice per la sintesi proteica, il DNA, è stato cristallizzato e la sua struttura delucidata.

Tuttavia, oggi, nell’era post-genomica (ovvero dopo la scoperta del DNA, dei geni e della loro trasmissione) si aprono nuovi sfide ed in particolare quelle della metabolomica che si occupa dello studio dei metaboliti, l’insieme di tutte le piccole molecole che compongono il metaboloma, cioè la rete metabolica della vita.

Molte ricerche hanno dimostrato che l’insieme delle reazioni metaboliche, dei loro prodotti e dei rapporti delle loro concentrazioni, può determinare molti aspetti del destino biologico di una cellula, di un tessuto e di un individuo.

 

Processi metabolici alterati sono stati ben implicati in molte malattie quali obesità, diabete, cancro e nel processo dell’invecchiamento.[2-9]

In quest’ottica, mai come oggi, la nutrizione e l’integrazione può acquisire un nuovo significato e un importanza razionale e concreta.

Se da un lato cento anni fa si combatteva con la malnutrizione ed una breve vita, oggi ci ritroviamo i danni di un eccesso di cattiva nutrizione ed una durata della vita raddoppiata che spesso porta con se lo spettro di malattie croniche e degenerative. 

All’interno della Comunità Europea gli Integratori sono definiti dalla direttiva 2002/46/CE come: "prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate". Mentre la distinzione fra Nutraceutici ed integratori non è riconosciuta nella CE.

Dunque gli integratori non rappresentano dei farmaci o delle forme medicate ma sono forme (formulazioni) di alimenti concentrati.

La loro funzione e la loro necessità nella società contemporanea  dall’esigenza di offrire un pieno senso di Benessere.

Secondo l’OMS la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattia o infermità.

La necessità di integrare, ovvero supplementare una determinata molecola o nutriente, può nascere da svariate esigenze fra le quali: 1) integrare una cattiva alimentazione, 2) sfruttare un azione fisiologica, 3) prevenire una carenza.

  1. Si parla spesso di cattiva alimentazione e della necessità di integrarla: va da sé che gravi carenze come lo scorbuto, letale malattia da grave carenza di vitamina C, o il beri-beri siano oggi rare (tuttavia non eradicate al 100%)  ma più spesso sono state identificate in misura variabile importanti ipovitaminosi o carenze di minerali fondamentali, ad esempio la  carenza di vitamina C o addirittura di forme variabili di scorbuto è stata ben documentata da studi epidemiologici di larga scala, sia negli Stati uniti sia in Europa.[10-xx]

 La carenza di Magnesio è stata ben riscontrata in molte fasce della popolazione ed è stata riscontrata in modo statisticamente significativo in molte patologie. D’altro canto oltre ad una dieta sempre più povera di frutta, verdura e legumi è altrettanto stato dimostrato che l’uso di fertilizzanti e di coltivazioni intensive può impoverire il tenore alimentare di Magnesio in molti vegetali. [10-14]vegetali. [----]  similmente al magnesio e vitamina C analoghe carenze e analoghe associazioni sono state riscontrate per la vitamina D, per lo zinco e numerosi  ed altri micronutrienti.

Si stima che più di 2 miliardi di persone soffrano di deficit di micronutrienti, fenomeno che tecnicamente è  definito come “fame nascosta”; [15-18] ecco che nel contesto di un’alimentazione non perfettamente sana o ricca di cibi eccessivamente elaborati o sofisticati mediante mezzi industriali, un’oculata integrazione può coadiuvare per un perfetto equilibrio di micronutrienti.

 

  1. Sfruttare un’azione fisiologica, ad esempio alcuni minerali o elementi biochimici possono amplificare meccanismi ed azioni fisiologiche che possono essere sfruttati in circostanze e momenti particolari della vita. 

Supponiamo di vivere in una bellissima baita di montagna di respirare e bere aria pura, di assumere cibo sano e di fare la giusta attività fisica. In queste circostanze il vostro organismo non avrà bisogno di supplementi o di aggiunte di nessun tipo ma immaginate di avere un mese fortemente stressante per il lavoro di sentire comunque il peso e la fatica, il vostro capo vi sta pressando: in queste circostanze, ovvero in caso di stress psico-fisico, potrebbe esservi utile un’integrazione di Magnesio. Date le premesse è molto probabile che non abbiate alcuna carenza di Magnesio né il Magnesio è una panacea di tutti i mali che risolverà magicamente i vostri problemi, ma sappiamo che fisiologicamente, a livello biochimico, questo minerale può ottimizzare le risorse energetiche e combattere lo stress. Si tratta quindi di integrare per un una funzione temporalmente definita, ovvero amplificare un segnale fisiologico, cioè naturale, selezionato dall’evoluzione dei viventi al fine di sfruttarne un effetto.

Naturalmente tutto ciò in modo razionale ed armonico, senza eccessi, poiché tutto e persino l’acqua può essere tossica se in eccesso.

 

  1. Prevenzione di una carenza: l’organismo umano non è un monolite ma un insieme di organi e tessuti in relazione fra loro. La salute e il benessere cellulare derivano dalla giusta concentrazione delle molecole nel tempo. 

Ad esempio, la gran parte del potassio nel nostro corpo si trova al livello intracellulare e non nel plasma. Brusche e repentine variazioni sarebbero incompatibili con la vita, la glicemia nel sangue va da 70 a 110 mg/100 ml, il pH fra 7,3-7,4.

 L’esigenza di vitamine, minerali, o composti endogeni può variare in funzione di molti fattori. Parlando sempre di Magnesio la gran parte delle riserve di questo preziosissimo metallo alcalino si trovano nell’osso ed è ben riscontrato che con l’età le sue concentrazioni possono diminuire bruscamente. 

Il fabbisogno di vitamina C non è sempre uguale, può aumentare in caso di infezioni di una banale influenza o per l’uso di alcuni contraccettivi orali, può aumentare drammaticamente nei fumatori (probabilmente per un eccesso di stress ossidativo) La necessità di vitamina B1 può variare secondo la composizione della dieta o, se si fa un eccessivo consumo di alcool, i livelli di Taurina aumentano come risposta allo stress, ciò può comportare una maggior necessità di cisteina amminoacido solforato essenziale e precursore della taurina.

 

 In altre parole le necessità di nutrienti sono variabili come le stagioni e le fasi della vita, il conoscere prima queste possibilità deve poter essere utile a prevenire carenze che potrebbero incidere negativamente sul nostro benessere.

 

Ecco che le ragioni principali di integrazione sono essenzialmente: colmare carenze specifiche, amplificare funzioni fisiologiche, prevenire carenze o dismetabolismi associati a particolari condizioni o stati di salute.

 

Sarebbe un errore ed un messaggio falso e fuorviante il ritenere che l’integrazione sia la sicura via per vivere 100 anni o risolvere ogni nostro problema, ma certamente avere le appropriate quantità di micronutrienti è condizione imprescindibile per una buona salute e per un pieno benessere mentale e fisico.

 

D’altro canto un supplemento nutrizionale equilibrato ed assunto correttamente non potrà creare problemi all’organismo poiché si tratta di sostanze che sono in noi, fanno parte del nostro essere biochimico e dunque l’organismo sa gestirle, utilizzarle e ottimizzarne le funzioni come nessun altro sistema poiché attraverso migliaia di anni la vita ha selezionato gli elementi veramente utili e cestinato gli elementi aventi il fascino intrinseco delle cose effimere.

 

Sono stati rinvenuti papiri egizi che già 1500 anni fa parlavano dello scorbuto. Soltanto dopo più di 3000 anni, nel 1747, il medico e militare Scozzese James Lind, grazie ad un ingegnoso esperimento su 12 marinai che ne erano affetti, dedusse che con abbondanti scorte di agrumi e limoni giornalieri si poteva curare e prevenire lo scorbuto. Purtroppo questa importante scoperta fu ignorata per circa 40 anni e solo successivamente la Marina Militare Inglese prese le misure igieniche che rappresentarono il primo intervento nutrizionale / “nutraceutico” della storia fornendo ai marinai grandi supplementi di questi cibi.

Lind riteneva che lo scorbuto fosse causato dalla mancanza di cibi acidi, da qui l’uso degli agrumi in razioni giornaliere molto abbondanti. Sebbene questa ipotesi fosse sbagliata, l’applicazione del metodo di osservazione scientifico, sia pure su un piccolo numero di persone, consentì di giungere alla giusta conclusione.

 

Secoli più tardi, nel 1932,  il fattore responsabile, l’Acido ascorbico (o vitamina C), fu isolato e cristallizzato da Albert Szent-Györgyi. 

 

La metabolomica apre davanti a noi nuove frontiere e nuove prospettive per costruire una buona base metabolica per una vita al massimo delle nostre potenzialità biochimiche.  Ecco che l’uomo, 4000 anni fa, poteva descrivere come inerme la sorte avversa e  oggi, dopo migliaia di anni, può  raggiungere moderne deduzioni grazie a nuovi spiragli  aperti dalla metabolomica sull’immenso scenario che è in noi, può alimentare al massimo la Vita e affrontare la sfida ormai non più solo in termini di carenza bensì quella più sottile dell’Ottimo range di concentrazione o se vogliamo del giusto livello per le sfide giornaliere che abbiamo all’interno di una società sempre più lontana dai principi biologici e sempre maggiormente dominata dalla tecnica e dal costume.

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